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di vivi e spirantil rapporti colla natura morale. *). Il pussino ebbe a un dipresso le idee medesime,e potè eseguirle sovranamente; nè dopo di lui è da tacersi poeta e pittore Salvator Rosa.

Non l'ebbero molti paesisti alemanni e fiamminghi, o non valsero ad eseguirle. Convien dire però che sebbene le sue figure e ne' dipinti e nelle stampe manchino di precisione e di eleganza, quanto all'esattezza del disegno, nondiineno sono cosi felicemente aggruppate e sono alteggiate con tale convenienza al soggetto, che rare volte dispiacciono a chinelle produzioni delle belle arti cerca più la pura soddisfazione del sentimento, che non la maligna della censura,

Ma quantunque l'artista non sia stato cosi perfetto come il poeta, in ogni modo è agevole a comprendersi come in molte parti abbia dovuto giovare a Gessner una più ampia cognizione de veicoli, ne' quali può farli sentire il fino diletto che le arti recano, e dell'artificio onde questo diletto s'insinua per gli occhi dal pitto. re, e per gli orecchi dal poeta. E se è vero che Virgilio ricopiasse dalle greche sculture i suoi pezzi più pittoreschi; e che Michelangelo alai fi giovalle de' versi di Dante, quali vantaggi non dovremo credere aver tratto Gelsner dall' accoppiamento delle due arti, potende egli suggerire a se stesso quelle diverse bellezze, le quali il poeta non avrebbe incontrate senza eller pittore, né il pittore senza eller poeta ?

E che una fiffatta cognizione abbiagli giovato oltremodo, il provano e le sue pitture, e quelle soprattutto fra le sue poelie che scrise dopo l'età de' trent'anni nell' une e nell'altre doppio è l'effetto mercè l'armonia che le due arti vi fanno. I suoi quadri svegliano molte volte quella successione d'idee, che tanto desideraya l’Albano, e che non ottiensi esattamente se non per mezzo

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della 9 V. il Å VIII. del Ragionamento sulla poesia pastorale nel to

mo II, della Idea della bella letterarura' aleinanna,

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della poesia; e parecchi de suoi idilj presentano alla
iminaginazione que' rapidi effetti del chiaroscuro cosi
proprio della pittura, e che Dante per un prodigio d'in-
gegno consegui sopra tutti i moderni, senza essere stato
pittore.
E alcuni de' dipinti e de' poemi Gessneriani sono

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tra di loro a tal segno l'unisono quasi di due voci perfet-
tamente d'accordo, che produsero grandi e deliziohilli-
me illusioni. Un eccellente estimatore erali già tutto
inebbriato con replicate letture della descrizione della
felicità conjugale e di una sposa amabile e di due par-
goletti vezzosi; descrizione contenuta nell' idilio intito.
lato il Mattino d’Autunno. Or quando gli venne poi
vatto di vedere il picciol quadro rappresentante il sog-
getto dell' idilio medesimo, *) credė per una forza d'il-
"lufione, di cui non avea avuto idea per l'innanzi, crede
veramente, dice egli, di udire le soavi parole di quella
donna felice, e i balbettanti accenti della gioja di que'
due angioletti; crede veder moversi le tenere lor mani,
é accarezzare il volto del padre.
!!! Lo stesso accoppiamento delle due arti forelle pro-
cacciò a Gessner il conseguiinento di un'altra incanta.
trice bellezza nelle poesie, in riguardo alla espressione

Tanta e tale è la precisione e la conveni.
eriza delle parole, il suono e la collocazione di queste,
che ne presentano in un baleno e gli atteggiamenti e fi-
nanche il colore proprio di ciascuna pasfione; e fanno
Tempre intendere allai più di quello che si legge. I tratti
più fini della espressione degli affetti fon rilevati con
una gradazione quasi furtiva così che nè sentiamo la
forza, fenza vederne l'artifizio: Giffatta gradazione non
può essere disposto e guidata che da una mano pittori-
ca padrona di aprir quelle vie onde nell'atto che com-

movesi

degli affetti.

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*) Questo quadro è oggi posseduto dallo stesso Inglese il Signor

Dyrmond.

movesi il cuore, li va a colpir l'intelletto e a dilettare l'immaginazione.

Da quella stessa armonica unione venne ajutato a ritrarre nelle poefie parimenti certe immagini sovrumaa ne; a venderle quali soggette a' sensi, e ad insinuare in questi l'eteree influenze de' modelli di tali iminagini. Voi vi credere di toccar colla mano i raggi che girano intorno al fronte delle sue divinità; voi ne vedete gli alati ministri leggiadrillimi seduti sopra trasparenti nuvolette; voi ne sentite il movimento, quand' egli li fa fcendere dall'alto quali il cader dolce e temperato di pura pioggia di aprile; voi distinguete l'odor de' fiori onde son coronati, o che da esfi fi spargono sulla piaggia che fu metta a' lor voli; voi vedete tondeggiar le lor membra; e i lor moti molli e vivaci e il lor sorriso non mortale, e i loro sguardi pieni di cielo.

Non sarebbe difficile protrarre più a lungo queste osservazioni, e fortificarle ancora d'esfempi. Ma io sti. mo che bastino le fin qui fatte per chi abbia tintura d'arti e senso pel bello: e a chi sia nudo dell'una e dell' altro, io m'indirizzerei invano, scrivendo ancora un volume.

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Frech i e r. xsprit Flechier, Bifchof zu Nimes, geb. ju Pernes bei Avis gnon, 1632, geft. 1710; als geiftlicher Redner vorzüglich berühmte aber auch ein fch&kbarer und beredter historischer und biographischer Schriftsteller, wovon seine Geschichte Theodors des Großen, und seine Lebensgeschichte des stardinals Ximenes, rühmliche Bes weise sind. Die Geschichte dieses denkwürdigen Mannes ift hers nach von Baudier neu bearbeitet worden, und Robertson erzählt fie gleich zu Anfange seiner herrlichen Geschichte Karls V. in ges drängter stårze, aber mit meifterhafter historischer Darstellung. Die Mannichfaltigkeit, die Ordbe, und der glückliche Erfolg reis oner Entwürfe, während einer kurzen Regentschaft von zwanzig Mos naten, fagt diefer lektere Geschichtschreiber, laffen es unentschieden, .,ob sein Scharfsinn in Entschläffen, feine Stlugheit im Verhalten ,,oder feine Stühnheit in der Ausführung, das meifte Lob verdienen.

Sein Ruhm ist noch immer sehr groß in Spanien, nicht nur wes „gen seiner großen Einsichten, sondern auch wegen der Unfráflichs „keit seines Wandels; und er ist der einzige in der Geschichte vors „kommende erfte Rinifter, den feine Zeitgenossen als einen Heilis ogen verehrten, und dem die von ihm regierte Nation die Krafts beilegte, Wunder zu thun.“ Flechier zeichnet seinen Charakter, dessen Große, besonders von Seiten der Seelenfårke und Selbsts verleugnung die folgende Stelle umständlicher derlegt, fali mit den nämlichen Worten: Il a laiflé à deuter, en quoi il avoit le plus excellé, ou dans la pénétration à concevoir les affaires, ou dans le courage à les entreprendre, ou dans la fermeté à les foûtenir, ou dans la sagesse et le bonheur à les achever.

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Sa douceur et fa patience ne parurent pas moins dans le pardon des injures. Le Ministre Général des Cordeliers l'ayant offensé, non-seulement il ne lui en fit aucun reproche, mais encore il le reçut chez lui avec toute sorte de civilité et de carelles, et le remit bien dans l'esprit de la Reine, auprès de laquelle il avoit tàché de le decrier. Pendant qu'il s'occupoit à visiter les bâtimens des ses Colleges, il s'arresta dans celui de S. Ildefonse; et voyant qu'on portoit un grand Crucifix dans l'Eglise, il y entra pour le voir poser. L'ouvrier

étant

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étant monté sur une échelle, laissa tomber un gros marteau, dont il se servoit, sur la tête de l'Archevêque qui étoit au-dessous. Tous les assistans firent un grand cri, et le crurent mort. Je ne sçai quelle main invisible detourna le coup, qu'il ne fit qu'affleurer la peau: Ainsi legerement blessé, sans s'émouvoir et sans dire un seul mot, il se retira vers l'Autel, rendit

grace

à Dieu qui venoit de le conserver, medita quelque temps sur la fragilité de la vie humaine, et revint aussi tranquil qu' auparavant.

Un prêtre qui avoit une affaire criminelle devant lui, lui ayant dit plusieurs injures par folie ou par passion, il lui pardonna ses emportemens, et le jugea pour son crime plus doucement qu'il n'auroit fait. Le

pere

Con. trera prechant un jour devant lui, l'astropha indiscretement sur une fourrure qu'il portoit, dont on lui avoit fait present, et dont il se servoit à l'âge de prés de 80. ans dans le fort de l'hyver: il lui rappella le Couvenir do la Profession Religieufe, lui reprocha sa magnificence, et peu s'en fallut qu'il ne le traitât d'hypocrite pour le passé, et de scandaleux pour le présent. Le Cardinal écouta cette reprimande avec beaucoup de patience. Quelques uns ont écrit qu'après le Sermon, il fit entrer le Prédicateur dans la Sacristie, et que sans lui dire mot il lui montra un cilice qu'il portoit sous cette fourrure, contre laquelle il s'étoit fi fort échauffé. Correction anuëtte, mais efficace. Les historiens disent seulement qu'il l'invita à dîner, et qu'il loua sa Predication. D'autres ajoûtent qu'on remarqua que le Cordelier portoit du linge fous son habit de Saint François, au lieu que le Cardinal portoit l'Habit de Saint François sous la four

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Il souffrit avec beaucoup de moderation la liberté d'un Prêtre qut lui demandoit un juge particulier, pour une affaire qu'il avoit: il lui répondit honêtement: j'ai

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